Un’isola in una scatola: Ischia

“Mi sono informato c’è un treno che parte alle 7 e 40”: chissà come avrebbero continuato Mogol e Battisti se fossero venuti con me ad Ischia?

Un’isola in una scatola: Ischia

Il Frecciarossa che ci porta da Milano Centrale a Napoli parte, contro ogni mio “italiano” dubbio, puntualissimo alle 7 e 35 (5 minuti prima di Battisti e Mogol…) e il viaggio scivola piacevole e veloce.

Arriviamo a Napoli intorno a mezzogiorno e la città ci accoglie con quello che per me è uno dei suoi emblemi :i clacson (starete pensando che anche i milanesi non scherzano nel traffico ma…niente da fare: i napoletani sono imbattibili, il loro è un linguaggio codificato).

Un Van di Imperatore Travel ci porta al Molo Beverello dove ci imbarchiamo sull’aliscafo di Alilauro verso il  porto di Casamicciola a  Ischia. Mi fermo un attimo, guardo il mare e vedo all’orizzonte il Vesuvio, respiro a pieni polmoni e mi si inumidiscono gli occhi: mi succede sempre quando vedo il mare.

Mi risuona nella testa la voce di Pino Daniele “chi tene ‘o mare ‘o ssape ca è fesso e cuntento”.

Sono a Ischia e l’unico modo che ho per raccontarvela è regalarvi una “scatola” di 5 tessere-ricordo con cui ognuno di voi potrà formare un puzzle personale da consultare quando ci andrà.

TESSERA 1 

Il “Garden and Villas Resort ” è la struttura dove soggiorno e l’odore intenso con cui vengo accolta è quello tipico della macchia mediterranea e distinguo nettamente il profumo acre dell’elicriso. Un gioiellino immerso nel verde: muri con intonaco strollato, pietre che lastricano viali e formano archi, oleandri, piante di limoni e di arance, pini marittimi, palme, agave. La biodiversità la fà da padrona.

Il fulcro del Resort è il ristorante “Il Corbezzolo” dove lo Chef Giancarlo Lo Giudice conquista ogni palato con la genuinità: impasta e cuoce nel forno a legna il pane tutti giorni e utilizza materie prime a km 0 grazie all’orto biologico all’interno della struttura.

La colazione è da re: tavole imbandite di ogni prelibatezza dolce e salata. Da sogno la Caprese al limone.

Mi guardo intorno e mi sembra di sentire Ornella Vanoni canticchiare “È tutto apparecchiato per il cuore e per il palato, sarà bello bellissimo travolgente lasciarsi vivere totalmente. Dolce dolcissimo e sconveniente coi bei peccati succede sempre. Ci vuole fortuna perché funzioni, i brividi alla schiena e gli ingredienti buoni”.

TESSERA 2

Le “Cantine Crateca” della Famiglia Castagna sono a Lacco Ameno e per raggiungerle armatevi di coraggio perché la strada di circa 1 km è unica, stretta, a due sensi, non asfaltata e ripida ma posso garantirvi che ciò che vi aspetta in cima vale la pena. Ci sono colori, odori e sapori che, una volta memorizzati, basta chiudere gli occhi per riviverli.

I terrazzamenti guardano maestosi verso il mare e il cielo di un blu che non vedevo da anni ha reso immobile il tempo. Il vino bianco Epomeo della Cantina Crateca al 70% Biancolella e al 30% Fiano ha accarezzato la mia anima gitana e il sapore dolce e intenso dei pomodori che la famiglia Castagna coltiva nella stessa terra dei suoi vigneti diventano un’esplosione di sapori genuini e autentici nelle mani dello Chef Lo Giudice.

Sento nell’aria risuonare dolcissima “Someone Like You” di Van Morrison.

TESSERA 3

La trattoria “Il Focolare” si trova a Barano d’Ischia sul Monte Cretaio ed è un luogo che non ti immagini: entri e fai un viaggio indietro nel tempo.

Il Signor Riccardo D’Ambra ci accoglie nella cantina scavata nella roccia tra bottiglie custodite dalla polvere del tempo e frammenti di ricordi che riempiono l’aria. I suoi racconti rabbiosi e passionali sono un passaggio obbligato, un atto dovuto a un’isola che cela tra le sue rocce una storia incredibile. Riccardo ci guarda negli occhi e dice: “mangiate quel che volete voi turisti ma la cucina ischitana della tradizione è di terra”.

La trattoria ha il presidio Slow Food per il coniglio da fossa e non potete perdervi la versione dello Chef Agostino D’Ambra (e nemmeno i suoi spaghetti aglio e olio che alla fine di una cena quasi da matrimonio vi sistemano la digestione).

La radio suona una versione di “Quella carezza della sera” dei New Trolls e capisco che il viaggio nel tempo è reale.

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TESSERA 4

“Casa al Sole Boutique Hotel” non la noti subito,  si nasconde tra le mura di Sant’Angelo e quando la scopri hai voglia di raccontarla: una piccola preziosissima perla. Ogni camera è curata nel dettaglio, ha il nome di una donna della tradizione ischitana, ha una meravigliosa ceramica che la rappresenta.

Veniamo accolti sulla terrazza al tramonto dove il tepore del sole, il vento che scompiglia i capelli e le frittelle di pane al limone ci fanno venire voglia di restare fino al calar della sera. “Casa al Sole” somiglia molto a una nobildonna che si affaccia sul mare e richiama i passanti come una sirena.

Un po’ come racconta Luciano Ligabue: “certe donne brillano, certe donne bastano, certe donne chiamano di notte che ti piaccia oppure no”.

TESSERA 5

Il ristorante “Il Mare” fa parte della struttura “Miramare Sea Resort”  a Sant’Angelo, una struttura da sogno incastrata nella roccia che sembra tuffarsi nel mare. La terrazza del ristorante ci ospita per la cena di gala. L’atmosfera è resa magica da una tavola imbandita come se fosse un cielo traboccante di stelle e dal mare che poco sotto di noi si infrange protettivo sugli scogli.

Lo Chef Girolamo Mennella cucina per noi una cena perfetta e il suo spaghetto aglio, olio e noci su battuto di gambero rosso regala un tripudio di sapori al mio palato.

Nella mia testa la voce impetuosa di Andrea Bocelli interpreta la mia emozione “Se dentro l’anima tu fossi musica, se il sole fosse dentro te, se fossi veramente dentro l’anima mia, allora sì che udir potrei nel mio silenzio il mare calmo della sera”.

Altre piccole tessere formano il coperchio che chiude la mia scatola: il “San Montano Resort” che spia il Vesuvio dalla sua terrazza e la pizza con mortadella, pistacchi e burrata di Franco Pepe, il Castello Aragonese che custodisce imponente tra le sue mura tesori e storia dell’isola, i “Giardini Poseidon” immersi nel verde hanno abbattuto la mia reticenza alle terme, le botteghe di stoffe nelle vie di Sant’Angelo, l’atmosfera anni 60 del centro di Forio e Ischia vista dal mare così fragile e allo stesso tempo inespugnabile.

Impressi per sempre nella mia memoria: l’eroticità del vento, la timidezza dell’alba, lo stupore del tramonto e la libertà del cielo blu.

Ascoltateli, guardateli ed emozionatevi come ha insegnato il grande Totò :

“Ischia, chistu mare è sempre blu!

Chistu cielo ch’è n’incanto,

chistu golfo ch’è nu vanto

chesto ‘o tiene sulo tu!

Sti bellizze song’ ‘o vero!

chesto ‘o dice ‘o furastiero,

ca scurdà nun te po’ cchiu”.

MICHELA VILLANI

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