MONIA CARAMMA E BONTASANA

Ho conosciuto Monia Caramma nel 2017 durante il festival “The Vegetarian Chance” di Pietro Leeman. Ricordo lei, con il suo bimbo tra le braccia, che raccontava la sua passione e il suo impegno in quello che è il mondo dei cereali antichi. Ci siamo scoperte menti affini con la passione per il cibo consapevole e il buon vino ed è nata un’amicizia che nel tempo si è rafforzata.

MONIA CARAMMA E BONTASANA
MONIA CARAMMA E BONTASANA

Monia è originaria di Sarnico, un paesino affacciato sul Lago d’Iseo…un territorio che io amo particolarmente e che trovo estremamente affascinante sia dal punto di  vista paesaggistico sia da quello enogastronomico.

Ho pensato che, se vi racconto chi è Monia e cosa fa con le sue “parole” ma attraverso i miei “occhi”, magari vi dò uno spunto di riflessione sul mondo dei cereali antichi in Italia. 

CHI SEI IN 30 SECONDI?

“Sono una mamma ( di una bambina proiettata verso l’adolescenza e di un cucciolotto curioso) che dovrebbe, “responsabilmente”, conformarsi alle regole della società odierna ma che, da sempre, non riesce a far tacere il mio spirito di ribellione alle ingiustizie sociali e ambientali. Negli ultimi anni sono diventata sempre più insofferente all’ingiustizia sociale più grande: la privazione di libertà di accesso alle informazioni, quelle vere. Quindi ho deciso di fare il possibile, con i mezzi che ho a disposizione, per stimolare la ricerca della consapevolezza in ambito alimentare.”

PERCHE’ HAI SCELTO DI STUDIARE I GRANI ANTICHI?

“Tutto è partito da una necessità salutistica. Vent’anni fa la diagnosi di due patologie mi condannava a condurre con difficoltà una vita sociale normale e nessuna delle terapie che seguivo mi davano risultati. La fortuna è stata incontrare un medico che mi ha dato una prospettiva diversa: cambiare stile di vita alimentare abbandonando tutto ciò che conteneva glutine moderno. Impresa ardua per l’epoca in quanto la possibilità di reperire prodotti che contenessero “materia prima antica” quindi, armata di perseveranza sono andata alla ricerca di contadini “ribelli” e ho iniziato ad autoprodurmi pasta e pane con farine sconosciute ai più: Monococco, Mais Bianco e Saragolla.”

QUINDI QUALI SONO I VERI GRANI ANTICHI E QUALI SONO LE ZONE D’ITALIA DOVE VENGONO COLTIVATI?

“I veri grani antichi sono quelli che esistono in natura da centinaia, se non migliaia di anni. 

Una convenzione basata sul nulla (ecco a cosa mi ribello) ha stabilito che  è antico tutto ciò che esisteva prima del 1970 mentre è moderno ciò che viene dopo. Ciò significa che io non sono antica per pochi anni, mentre mia mamma invece lo è.

Bada bene, prima del 1970 i cereali erano già stati ampiamente modificati per innesto, con i raggi x (quelli delle lastre), con metalli radioattivi che ne hanno alterato il DNA e poi ancora incrociati con una o più specie, incluse quelle nate in laboratorio e mai coltivate. Per farti un esempio il Senatore Cappelli, nato in laboratorio, è antico in virtù della convenzione, il Saragolla o la Timilia esistono da centinaia di anni (Il Monococco era nello stomaco della mummia di Otzi). Le regioni più attive nel recupero sono Sicilia, Toscana, Marche, Abruzzo (zona collinare), poco in Umbria e qualche cenno in Puglia; in Sardegna coltivano Monococco, in Veneto Mais bianco e finalmente qualcuno in Lombardia ha ripreso mais blu e nero.”

 

QUALE E’ IL TUO PROGETTO AZIENDALE E IL TUO SOGNO (che io conosco perfettamente)?

“Il mio sogno, che corrisponde al progetto aziendale di BONTASANA di cui sono Direttore Ricerca e Sviluppo, è di creare la miglior pasta senza glutine: sana e gourmet. 

Una pasta per tutti, che non scuoce, una di quelle che ti fa venire voglia di mangiarla il giorno seguente, magari aprendo il frigorifero e senza riscaldarla perché buona.”

QUANDO E DOVE SARA’ POSSIBILE TROVARE LA TUA PASTA?

“Inizieremo a metà giugno con l’ e-commerce, poi ristoranti e negozi biologici.

Ci tengo a precisare che anche la confezione sarà sostenibile: un sacchetto che si smaltisce nella carta e che preserva tutta la fragranza della pasta”

 

Io ho avuto la fortuna di cucinare e provare la pasta di mais bianco con curcuma e pepe con ragù di ceci e zucca con crumble di buccia di zucca al forno e amaretti. Da provare. Non vi deluderà.

MICHELA VILLANI

 

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