Emilia Pennac - Azienda Agricola Biodiversa, parola d'ordine: "Vini Naturali"

Michela Rossi intervista Silvia dell'Azienda Agricola Biodiversa Emilia Pennac: una storia di sentimenti, ricordi e ottimi vini naturali!

Emilia Pennac - Azienda Agricola Biodiversa, parola d'ordine: "Vini Naturali"
Emilia Pennac - Azienda Agricola Biodiversa, parola d'ordine: "Vini Naturali"
Emilia Pennac - Azienda Agricola Biodiversa, parola d'ordine: "Vini Naturali"
Emilia Pennac - Azienda Agricola Biodiversa, parola d'ordine: "Vini Naturali"
Emilia Pennac - Azienda Agricola Biodiversa, parola d'ordine: "Vini Naturali"

“Un vino è alzarsi alle cinque del mattino, 40 gradi all’ombra d’estate e potare col ghiaccio d’inverno. E’ sentirci la fatica nel bicchiere, è studiare sui libri ma piangere sul campo per capire cosa vale. E’ sacrificio e ostinazione, è pura bellezza guadagnata con le lacrime. Questa è L’Azienda Agricola Biodiversa  Emilia Pennac, lei è Silvia, una che non si è mai arresa e che è riuscita a realizzare il suo sogno e io ho il piacere di  raccontarvela".

La storia inizia circa 11 anni fa, quel giorno in cui Silvia mi disse: “come sai mio papà nel ’72 ha piantato mezz’ettaro con lo scopo di fare del vino per sé e per gli amici, il suo “bonardej” (bonarda), col tempo la passione per il vino è diventato lavoro e io ora sento il richiamo alla terra e vorrei cambiare vita e produrre il mio vino, cosa dici?".

Le risposi di getto: “ Se puoi pensarlo puoi farlo, io credo in te”

 

Molte cose sono cambiate dal quel giorno, negli anni Silvia ha avuto modo di maturare la sua idea di come produrre il vino, ha conosciuto Jacopo, suo marito, che ha creduto in lei e nel suo progetto, con cui ha viaggiato, sperimentato, degustato e finalmente oggi posso dire che L’azienda Agricola Biodiversa Emilia Pennac esiste.

Silvia, la tua parola d’ordine è biodiversità, ce lo spieghi?

"Certo! nelle mie vigne la coesistenza di diverse specie animali e vegetali, che insieme creano il loro equilibrio con le loro reciproche relazioni. Pacciamatura, sovesci, mantenimento della cotica erbosa fino a fioritura per favorire gli insetti pronubi, lavorazioni del terreno fatte solo in caso di necessità e non come prassi, riduzione al minimo possibile di interventi antiparassitari, preferendo laddove possibile strategie e prodotti che stimolano la auto difesa della pianta".

 

Dove si trova esattamente la tua azienda? Non in unico luogo giusto? E Perché?

"La mia azienda si estende principalmente nel territorio di Torrazza Coste Pv alias Oltrepò Pavese, ha un’estensione di circa 12 ha, tra i 150 e i  250 m s.l.m.

La particolarità più affascinante è che non è in corpo unico ma estremamente parcellare (16 appezzamenti in due comuni), e questo permette di spaziare tra terreni differenti ed aver potuto scegliere negli anni il terreno giusto per il vitigno giusto. Questo vale anche per esposizione ed altitudine. Ogni vigneto quindi ha una sua storia, una sua caratteristica e ed una sua particolarità, ogni vigneto ha una sua gestione e una sua cura, ed ognuno di loro insegna e dà cose profondamente diverse tra loro".

 

Perché hai scelto di intraprendere la strada del prodotto biologico? Dei vini naturali?

"Il tutto parte da mio padre, che ha sempre avuto molto rispetto per l’ambiente e per la vigna, adottando un tipo di agricoltura molto simile a quella biologica ma senza certificazione.

Ricalcando le sue orme ho voluto dapprima imparare la sua arte e poi in base a questa esperienza ho intrapreso la strada biologica, di cui da questo anno mi fregio della certificazione, con uno sguardo sempre più attento rivolto verso la biodinamica".

"Da sempre il vino di casa è stato fatto con lieviti indigeni, fermentazioni spontanee, basse solforose, nessuna filtrazione. E ho mantenuto questa grande tradizione, con l’unica variabile di non aggiungere solfiti, se l’annata è stata favorevole e se ho ascoltato bene le esigenze delle mie vigne!!! Il mio vino si fa da solo, io scelgo le uve, assecondo i passaggi, per il resto è magia, puro incanto, espressione di un anno di lavoro".

 

Quali tipi di vini crei perché di questo si tratta?

"Produco due tipologie di vino un bianco e un rosso:

L’Emilia Pennac Bianco Pet-Nat

con uvaggio: Cortese 49%, Riesling Renano 49%, Moscato 2%

Vigneto esposto a est, 200 metri s.l.m.

Impasto del terreno: sabbie d'Asti, argille azzurre.

Vino bianco naturalmente rifermentato in bottiglia (Pet-nat).

Colore giallo oro, profumo persistente, aromatico con intense note di

frutta, leggera sapidità data dalla particolarità del terreno, gusto

equilibrato, fragrante con nota di giusta acidità.

Ideale come aperitivo e per festeggiare, indicato a tutto pasto.

Temperatura consigliata 10° - 12°C.

Alcol 12% – Tappo corona

Zuccheri residui 0,04 gr/L

Acidità totale 5,9 gr/L

Anidride solforosa totale 13 mg/L

Contiene solfiti naturali non aggiunti.

L’Emilia Pennac Rosso Pet-Nat

Con uvaggio: Barbera 40%, Croatina 40%, Uva Rara 20%

Vigneti esposti a sud, sud-est, 280 metri s.l.m.

Impasto del terreno: argilla.

Vino rosso naturalmente rifermentato in bottiglia (Pet-nat).

Colore rosso rubino, profumo persistente, leggermente aromatico con

note di frutta rossa, gusto equilibrato, con nota di giusta acidità e

piacevole tannino.

Ideale con pane e salame e in compagnia, indicato a tutto pasto.

Temperatura consigliata 10° - 12°C come da tradizione,  ma ottimo anche alla temperatura convenzionale per i rossi di 16° - 18°C.

Alcol 13,5% – Tappo corona

Zuccheri residui 7,65 gr/L

Acidità totale 6,3 gr/L

Anidride solforosa totale 38 mg/L

Contiene solfiti naturali non aggiunti".

Un ultima domanda, visto che ho creduto in te mi dedichi il tuo prossimo prodotto?

"Certo! Se mai lo farò ti dedicherò l’aceto!".

E con questo abbiamo concluso…

 

Segnate in agenda! lei è Silvia l’Azienda è Emilia Pennac provateli e non mancate di farci sapere.

La potete contattare tramite mail o instagram, la trovate qui:

instagram @emiliapennacwines

mail: emilia.pennac@gmail.com

 

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