Il Cicinin della Ripa

Milano da sempre incanta i suoi visitatori con modernità, lusso, eleganza e innovazione ma ciò che la rende straordinaria è senza ombra di dubbio la tradizione. C’è una zona poco battuta dal turista abituale ma che i milanesi DOC frequentano quando hanno voglia di sentirsi realmente “a casa”: Porta Ticinese.

Il Cicinin della Ripa
Il Cicinin della Ripa
Il Cicinin della Ripa
Il Cicinin della Ripa
Il Cicinin della Ripa


La mia amica Sabrina che vive a Boston da qualche anno è tornata per qualche giorno a Milano esiamo riuscite a vederci: tra mille racconti e risate abbiamo da festeggiare i 20 anni della nostra
amicizia.
Mi propone un posticino alla Ripa di Porta Ticinese di proprietà di una sua cara amica che non vede da molti anni e io accetto come sempre entusiasta delle novità. Nella mia mente risuona la strofa di una canzone dei Pooh del 1996 “Si può essere amici per sempre anche quando le vite ci cambiano, ci separano e ci oppongono” e quando arrivo al n. 93 di Ripa di Porta Ticinese ed entro al “Cicinin della Ripa” capisco che la canzone ha un senso.

Ci accolgono Daniela e Davide con sorrisi disarmanti e un calore familiare e la cosa che mi conquista all’istante è la musica rock che sento risuonare nell’aria. Mi sembra di vedere saltellare sui tavoli Angus Young con la sua chitarra sulle note di “Highway To Hell”.

 


L’avventura di Daniela e Davide inizia nel 2016 quando prendono in gestione il piccolo locale già esistente e aprono un’enoteca. Il nome “Cicinin” deriva dal dialetto milanese che significa “un
pochettino” e viste le dimensioni originali del locale è perfetto. Nel 2017, dopo aver scoperto l’esistenza di una canna fumaria, decidono di ampliare il locale e inserire la cucina. L’ atmosfera
del “Cicinin” è casalinga e amicale: tavoli in legno, scaffali di bottiglie, colori caldi e luce non invadente, si respira la musica nell’aria.
Daniela è sommelier e Davide è un birraio ed esperto/amante di whisky e rhum. La loro cantina e la scelta di etichette e bottiglie ne sono la dimostrazione.


   


Il menù si divide tra antipasti e stuzzicheria della cucina marchigiana con le cresce “sfogliate” e i taglieri e i primi e secondi di quella milanese con piatti della tradizione rivisitati. Le cresce hanno un costo tra i 6 e gli 8 euro e se decidete di assaggiare i taglieri i prezzi vanno dai 13 ai 16 euro. La proposta per primi e i secondi piatti è molto interessante e accontenta anche i palati più esigenti a prezzi onesti.


Dalla cucina ci viene servito un tagliere vegetariano con delle chicche gustose: l’hummus di ceci eccezionale e il crostino di pane con crema di carciofi da leccarsi i baffi. Daniela ci propone un vino rosso della Famiglia Pasqua che mi conquista: prima con il nome “Passione e Sentimento” del Progetto Romeo&Juliet e poi con l’etichetta che raffigura uno scatto originale del cortile di Giulietta ad opera del fotografo Giò Martorana.


Un uvaggio di Corvina (30) e Croatina (30) con una percentuale al 40 di Merlot dona a questo vino uno straordinario colore rosso rubino e un piacevole sapore di frutti rossi al palato. Mi viene spontaneo alzare il bicchiere e immaginare un brindisi con Mark Knopfler mentre suona la sua chitarra in “Romeo and Juliet”.

 


Decidiamo di ordinare il piatto fuori menù : Risotto allo zafferano e gremolada di ossobuco. ECCEZIONALE. Lo chef ha aggiungo una leggera grattuggiata di arancia che rende il piatto estremamente accattivante. Il piatto è ben bilanciato e la cottura del riso è perfetta. Proseguiamo con una tartare “gourmettina” agli agrumi che crea continuità di sapori e rivela l’elevata qualità della polpa di manzo utilizzata.
Chiudiamo con una panna cotta al cioccolato bianco con un cuore di Nutella che va assolutamente mangiato. Lo divoriamo degustando un bicchierino di Reciotto offerto da Daniela.

 

 


“Il Cicinin della Ripa” è un posto che consiglio a tutti: jeans strappati e sneakers, giacca e cravatta e 24 ore, tailleur e tacco 12. Vi sentirete a vostro agio e avrete voglia di fare tardi se scambiate
due chiacchiere con Daniela e Davide.
Curiosità: il 5 novembre (come ogni anno più o meno nello stesso periodo) si è tenuta la “SERATA ALLA CIECA” dove i clienti hanno portato una bottiglia chiusa in un sacchetto di carta per nascondere l’etichetta e a turno ognuno ha degustato il contenuto cercando di indovinare quale vino si nascondesse nella bottiglia. Sappiate che anche il Tavernello ha giocato a nascondino!

Il Cicinin della Ripa” lo trovate a Ripa di Porta Ticinese, 93 – Milano
Vi consiglio di prenotare allo 02 5811 8984.
Non ve ne pentirete.

Facebook - Cicinin della Ripa

Instagram - @cicinin_della_ripa


 

MICHELA VILLANI

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